Dicono di lui...

Dall’ opera graficadi Nicolino Sirigu che a partire dal 1995 espone in innumerevoli mostre in Italia e anche all’estero, proponendo soprattutto xilografie che offrono una lettura storica ed estetica, incui il segno diventa un linguaggio immediato, di questo legno “olivastro” duro come la pietra Nel segno vigoroso ed espressionistico, affiancato a volte da effetti chiaroscurali.La stessa critica che ha evidenziato più volte come dal segno grafico possa scaturire il messaggio interiore di questo artista.Hanno scritto di lui: Salvatore Demuro, Alessandra Menesini, R. Wolf, M. B. Dotzo, Naitza Maria Grazia, Giorgio Pellegrini ed altri.Quest’ultimo in particolare si è soffermato sulla materia prima.

Salvatore Demuro: Il progetto artistico di Nicolino Sirigu nasce e si realizza tra i silenzi ed il fascino misterioso di una terra antica.
Il fiume che si tinge di colore tra i paesaggi aspri e selvaggi, montagne rosse come il fuoco, aride distese e nuraghi fatati rappresentano delle attrattive irresistibili.
Segue...

Giorgio Pellegrini: Un legno, un segno. Oleaster, dicevano i romani per l’olivastro. E in quell’aspro nome latino sembra di leggere tutta la durezza rustica di una pianta che è quasi un simbolo della nostra isola e della sua gente: coriacea, resistente, tenace ma capace.

Forse è questo profumo simbolico che ha convinto Nicola Sirigu a scegliere la durezza estrema di quel legno per ricavarne le matrici delle sue silografie.Tavole che impressionano, per peso e densità di quella materia quasi ferrosa, tanto si mostra compatta, asciugata com’è dal sole africano di una terra generosa di pietra e avara d’acqua. Rettangoli perfettamente allisciati, dove risplende, sempre sorprendente, la trama complicata delle venature fitte, a gremire quella superficie perfetta di segni sottili, tracce, che Sirigu è bravo ad assecondare, a volte, inseguendo con la sgorbia le suggestioni commosse di un cielo vespertino. Segue...